La scelta delle materie prime è fondamentale per la determinazione della qualità del prodotto.
Dopo anni di ricerca ed esperienza, i laboratori BIOTEX hanno trovato nel POLIPROPILENE, una fibra sintetica idrorepellente, la miglior soluzione per la produzione di tessuti tecnici traspiranti.
Le particolari proprietà di questa fibra permettono infatti di rispondere in maniera efficace alle principali necessità che vengono richieste a qualsiasi intimo tecnico:
- Termicità
- Traspirazione
- Comodità d’uso
- Igienicità
TERMICITÀ
Il polipropilene ha il minore coefficiente di trasmissione del calore e il maggior potere coibente rispetto alle altre fibre tessili normalmente impiegate per indumenti: limita quindi la perdita del calore prodotto dal corpo quando questi si trova in ambiente freddo.
TRASPIRAZIONE
Il polipropilene ha il minore coefficiente di assorbimento dei liquidi e la maggior permeabilità al vapore d’acqua rispetto alle altre fibre tessili normalmente impiegate per indumenti intimi: queste caratteristiche permettono di ridurre la quantità di liquido che resta a contatto della pelle ed assicurano il rapido trasferimento dell’umidità attraverso il tessuto e quindi la massima traspirazione.
Il sudore, quindi, evapora attraverso il tessuto ma non lo impregna.
COMODITÀ D’USO
I tessuti in polipropilene, oltre alle proprietà sopra citate, hanno anche diverse caratteristiche di notevole utilità.
E’ molto leggero, in quanto il suo peso specifico è molto più basso rispetto a tutte le altre fibre tessili; questo vuol dire, per esempio, che il medesimo indumento peserà il 32% in meno rispetto all’equivalente indumento in lana e il 34 % in meno rispetto all’equivalente indumento in poliestere.
Ha un’ottima resistenza all’abrasione e grande tenacità alla rottura: i tessuti in polipropilene sono pertanto più resistenti nel tempo all’usura, non danno problemi di peeling – essendo tessuti in fibra continua – e non infeltriscono.
Il modulo di elasticità del polipropilene è superiore a quello delle altre fibre (a parità di carico si hanno allungamenti inferiori) per cui i capi così confezionati hanno un’alta stabilità dimensionale e una buona resistenza allo stropicciamento sia in ambiente secco sia umido.
Inoltre, poiché non lega chimicamente con le altre sostanze, risulta particolarmente resistente allo sporco, che non penetra capillarmente nelle fibre, ma resta in superficie. Per lo stesso motivo risulta facile da lavare: basterà infatti pochissimo detersivo e una bassa temperatura di lavaggio per pulirlo. Ciò non toglie che si possa lavare anche a 60°.
Infine, è da sottolineare che il polipropilene viene tinto in massa, cioè viene colorato con dei pigmenti polimerici prima di essere filato. Questo assicura ai capi un’eccezionale solidità dei colori e permette di lavare più capi di diverso colore senza inconveniente alcuno. Questa caratteristica, legata all’eccezionale resistenza del polipropilene agli altri agenti chimici, fa in modo che anche l’acqua salmastra non alteri in nessun modo i capi.
Ogni capo in polipropilene, oltre alle già viste prerogative di facilità di lavaggio e di rapidità di asciugatura presenta anche il vantaggio di non necessitare di stiratura: date le sue caratteristiche termomeccaniche basterà avere l’accortezza di stenderlo bene o di appenderlo mentre asciuga e sarà pronto da indossare in poco tempo. Per contro il basso punto di fusione (169 °C) e il basso punto di rammollimento (140 °C) del polipropilene sconsigliano l’applicazione diretta del ferro da stiro sul tessuto senza l’interposizione di una pezza di cotone umida.
IGIENICITÀ
Per la già evidenziata resistenza chimica del polipropilene, gli indumenti non richiedono particolari finissaggi aggiuntivi rendendo i capi così confezionati più igienici in quanto non impregnati di composti chimici aggiuntivi.
Per i medesimi motivi gli stessi indumenti sono estremamente resistenti a funghi e muffe e all’attacco delle tarme. Inoltre, per la sua natura chimica il polipropilene non dà luogo a fenomeni allergici sulla pelle e sulle mucose, anche in individui particolarmente sensibili o con problemi di irritazioni o allergie dovuti al contatto della pelle con la lana.
Il processo produttivo del polipropilene è assolutamente ecologico in quanto non dà adito a nessun tipo di inquinamento, né chimico né termico.
Non richiede, lavaggi, a differenza del ciclo di produzione della lana; non si producono quindi acque di scarto da lavaggio.
Non richiede nemmeno procedimenti di sbiancaggio a differenza del ciclo di produzione del cotone: non si producono quindi acque di scarto contenenti decoloranti chimici.
Il polipropilene viene tinto in massa immettendo nel polimero, durante la fase di estrusione, pigmenti che sono allo stato solido e che non sono assolutamente solubili in acqua e nei principali solventi. Pertanto non è necessario ricorrere alle tintorie di cui devono invece servirsi i processi produttivi di tutte le altre fibre che siano tinte in filo, in pezza o in capo: questo consente di non aver assolutamente acque di scarto colorate. Le acque di scarto delle tintorie sono altamente inquinanti anche perchè alcuni coloranti contengono veleni.
Concludendo, per la produzione del polipropilene non vengono usati né solventi né acidi, come si usa invece per viscosa, triacetato, nylon e poliestere.
Inoltre, gli scarti prodotti nella filatura del polipropilene vengono sempre riciclati. Anche gli scarti della tessitura e gli sfridi del confezionamento, come tutti i manufatti in polipropilene possono essere riciclati al 100%.
Anche nell’uso quotidiano, l’abbigliamento in polipropilene è per sua natura ecologico: per il lavaggio, come già evidenziato, questi capi necessitano di poco detersivo a basse temperature per avere ottimi risultati di pulizia e igiene, scaricando meno detersivo con le acque di rifiuto e consumando meno energia.



