Mentre la Vuelta entra nel vivo, un’altra importante competizione del Uci World Tour sta per iniziare nel cuore dell’ Europa continentale, “il Deutschland Tour” o come viene comunemente chiamato in Italia, il Giro di Germania.

Scopriamo di più insieme di questo Tour di grande importanza per il paese teutonico.

Format

Il “Tour di Germania” è una corsa a tappe di ciclismo appartenente al circuito UCI World Tour dal 2018.

Inizi

La prima edizione del “ Giro di Germania “ si tenne nel 1911 con il nome “Quer durch Deutschland” ovvero Giro attraverso la Germania e venne vinta dal ciclista tedesco Hans Ludwig.

Si componeva di sei tappe e partiva da Breslau per terminare ad Aachen.

Nonostante il successo, la seconda edizione non si tenne l’anno successivo ma nel 1922, grazie ad un grande all’industria ciclistica, a causa della prima guerra mondiale sotto il nome diGroßer Preis von Deutschland”.

La terza edizione, tenutasi nel 1927, fu sponsorizzata dall’industria automobilistica Opel che rinominò la competizione in “Großen Opelpreis von Deutschland” ma venne soppressa vista la presenza di altre gare più importanti in concomitanza.

Tornò quindi nel 1931 sotto il nome “Internationale Opel-Deutschland-Rundfahrt”, e fu un’edizione che ebbe molto successo vista anche la presenza di Nicolas Frantz, vincitore del Tour de France.

Nel 1937, i nazisti tentarono di far raggiungere alla competizione il prestigio del Tour de France e del Giro d’Italia, introducendo nella tappa finale l’arrivo allo stadio olimpico di Berlino davanti ad oltre 80000 spettatori, divenendo molto importante.

Il prestigio di tale competizione non risiedeva solo nell’arrivo ma anche nella lunghezza del percorso, maggiore rispetto a quella di Tour e Giro, nella sua unicità, in quanto passava anche in Polonia ed in Austria, cosa totalmente unica per l’epoca.

Quella del 1939 fu l’ultima edizione per lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Nel primo dopoguerra, viste le molte normative da rispettare, dal 1947 si corse ma solo nella Germania appartenente agli inglesi, dato però lo scarso successo della competizione, gli sponsor abbandonarono la competizione decretandone la scomparsa.

Ritorno della competizione

Se il Tour di Germani è tornato, lo si deve a Dietrich Thurau, vincitore del Tour de France 1977, le cui gesta aumentarono la popolarità del ciclismo e spinsero a riorganizzarlo.

Dal 1979, edizione vinta dallo stesso Thurau, si è tornati quindi a correre in Germania questa gara arrivando al picco della popolarità negli anni 90 grazie ad atleti tedeschi come Jan Ulrich e Erik Zabel, sulla scia di questi successi infatti il Giro di Germania entro nell’UCI Pro Tour nel 2005.

Reingresso nell’UCI World Tour nel 2018

In seguito ad un accordo tra la federazion ciclistica tedesca e l’organizzazione del Tour de France, Amaury Sport Organisation, entrò il Giro di Germania col suo nome attuale nell’Uci World Tour, tale accordo ne stabilì la struttura prevedendone l’ampliamento ad una settimana e l’introduzione nella categoria 2.1 dell’UCI World Tour

Maglie

Come ogni altro grande giro, anche qui i leader di classifica indossano abbigliamento per il ciclismo unico che si differenzia per colore.

La maglia rossa identifica il leader di classifica, la maglia blu il leader degli scalatori, la maglia verde il leader della classifica punti e la maglia bianca il leader dei giovani.

Come seguire il Giro di Germania

Per seguire il Giro che inizia a Weimar il 24 agosto e termina a Stoccarda il 28 agosto, si può utilizzare il servizio streaming offerto dai siti delle emittenti tedesche ZDF e ARD opppure Eurosport.

Ora non rimane che goderci lo spettacolo

Barbara Bassi

Ciao sono Barbara, blogger e responsabile business development in Biotex dal 2008. Con grande passione mi dedico alla stesura degli articoli del blog che riguardano gli aspetti più tecnici dei capi Biotex come l’utilizzo di fibre innovative per poter garantire in maniera costante il miglior clima per la propria pelle. Questi 10 anni e più di esperienza diretta mi permettono di avere una visione a 360° su quello che è stato e l’evoluzione tecnologica applicata ai tessuti sportivi degli ultimi anni e che Biotex, con lungimiranza, ha saputo prevedere e ci ha creduto fin da subito.

 

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